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LE DOMANDE BALENGHE
Sarà che con l’età uno diventa più intollerante. Sarà che forse questo periodo di stanchezza estrema riduce di gran lunga la mia capacità di sopportazione.
Ma ultimamente non ce la faccio, no, non ce la faccio proprio più a sopportare stoicamente quelle che si posson definire “domande balenghe” senza provare un irresistibile, irrefrenabile desiderio di scagliare un qualsiasi oggetto contro chi si prende la briga di porre le inutili questioni, accompagnando magari il tutto con un bell’urlaccio liberatorio.
Son quesiti che mi perseguitano da anni, e vengono generalmente posti da familiari che sembrano in perenne competizione per guadagnarsi l’Oscar della Domanda del Piffero.
Ecco una lista delle più gettonate.
Ovviamente bisogna immaginare che, per tradizione, vengono esternate con un tono di voce mesto e lagnoso, in cui un rimprovero, disapprovazione e compatimento all’indirizzo della sottoscritta sono sapientemente mescolati.
Allora:
Domanda irritante nr. 1 -
“Ma perché
Risposta logica: “Bè, ha la tosse/raffreddore/febbre perché spesso i bambini si ammalano, inoltre il tempo di questi giorni non favorisce certo la piena salute. Se poi consideri che passa la maggior parte delle sue giornate in un asilo in cui i vari virus e batteri vengono allegramente allevati e scambiati tra i bambini grazie a svariate operazioni di giochi promiscui, vicendevoli starnuti, sputacchiamenti, ciucciamenti di cucchiaini e/o giocattoli e cose del genere, ti puoi render conto che non è poi così difficile ammalarsi…..”
No, una spiegazione simile viene accolta con aria di sussiego, e diffidenti tentennamenti di capo.
Allora mi vien voglia di urlare
Domanda ricorrente nr. 2:
“Ma perché
Risposta logica : “Non è mai stata una mangiona, ultimamente poi è in un periodo di particolare stanchezza, e non c’è verso di trovare qualcosa che le metta appetito. L’abbiamo fatta visitare, sta bene, è solo una sua caratteristica. E poi anch’io fino ai 12 anni circa non mangiavo mai, sarà l’età, la costituzione, il carattere, poi mi son ripresa, anche per lei probabilmente sarà così …”
R.I.C.T.M. “E’ così magra perché mi rifiuto di nutrirla. In realtà in famiglia abbiamo deciso che, per tirchieria, mangeremo a turni, un mese per uno, in maniera che io possa sperperare tutto il denaro così risparmiato in folli acquisti di scarpe ed abiti….”
“Oh, che aria stanca che hai, come mai? EH? Come mai?”
Risposta logica: “lo sai vero che ho un lavoro, due figlie, una casa a cui badare, ecc. ecc. ecc.”
R.I.C.T.M.: “Guarda, sono stanca perché sono una donna generosa, e ho deciso di concedere un periodo di ferie allo stuolo di colf, tate, cuochi e giardinieri che normalmente adempiono ad ogni onere domestico. E poi passare tutte le notti al casino’, al cinema, a teatro può stancare, sai???”
Domanda irritante nr. 4
“Ma dov’è tuo marito?”
Risposta logica: "Dove va quasi sempre quando non lavora....."
R.I.C.T.M.: “Ma dove caspita vuoi che sia? Se non sta lavorando sarà nel bosco a rincorrere cinghiali. E lo sai porca pupazza, lo sai benissimo e fai apposta a chiedermelo perché ti diverti a fingere commiserazione e comprensione…ed è senz'altro meglio questo di uno che passa il tempo libero nei bar a giocare al Videopoker!”
Domanda irritante nr. 5
“Uh, ma quanta roba da stirare!!!! E com’è che la lasci indietro finchè ne hai così tanta? Eh? Come mai? Perché non la stiri di volta in volta?”
Risposta logica: “Sai, per quasi tutta la settimana son fuori casa circa 10 ore al giorno, e poi ci sono tutti gli altri lavori da fare, e tempo per stirare ce n'è poco....”
R.I.C.T.M..: “ Eh. L’è che son perversa…nei lunghi pomeriggi vuoti, nelle numerosissime ore di nullafacenza che mi toccano, mi piace star lì e girarmi i pollici, ed aspetto finchè il mucchio è alto almeno un metro, sennò non c’è gusto!!!”
Domanda irritante nr. 6
“E. ma perché sei sempre così di corsa? Eh?!? Che poi sei sempre e comunque in ritardo….come mai?”
Risposta logica “Hai mai provato a dover timbrare il cartellino?”
R.I.C.T.M..: “Guarda, so che la palestra potrebbe annoiarmi e allora ho scelto questa forma alternativa di allenamento….”
Domanda irritante nr. 7
“Uh! Ma che maglioncino/maglietta/pantaloni sporchi han su le bambine? Ma come mai? Ma come fanno?”
Risposta logica: “Sono vive, fortunatamente sono sane. Basta un istante di gioco per ridursi in condizioni pietose, ma alla loro età è normale!”
R.I.C.T.M..: “Guarda, sono una madre orrenda, e fornisco loro solo un cambio di abiti per stagione. Quando va bene.”
Domanda irritante nr. 8
“Ma dove andate in ferie quest’anno, che il tale e il tal altro son sempre in giro sul megagalattico camper con le mogli carine sempre perfette, e voi (buzzurri) non vi muovete mai di casa?”
Risposta logica ”Ma lo sai che stiamo bene a casa nostra, e muoverci non ci piace tanto….”
R.I.C.T.M..: “Ma sai che al mondo esiste anche chi vive tranquillo la propria vita senza farsi necessariamente gli affari degli altri? ”
Potrei continuare, ma mi fermo qui, con il finale di risposta che va bene per tutte le occasioni
“Ma vaff....….”
PREVISIONI METEO
Cari amici vicini e lontani, se desiderate conoscere le previsioni meteo con un'attendibilità che può far impallidire qualunque Giuliacci, affidatevi con fiducia al nostro barometro d'avanguardia.
Venghino signori venghino, e potranno ammirare l'attrezzo che non sbaglia un colpo, la sonda meteo che persino la NASA bramerebbe, se solo sapesse della sua esistenza.....
In passato mi affidavo con fiducia alle dolenzie dei calli del mio papà, e anche la lombaggine della Zia Maria si faceva rispettare.
Ma da un paio di anni è arrivato lui, e da quando ci siam resi conto delle sue potenzialità sappiamo di avre tra le mani un attrezzo quasi magico.
Trattasi del contagiri della macchina di mio marito: restio a qualsiasi tentativo di riparazione, rimane lì fermo e stinco in caso di bel tempo, e nessuna sollecitazione può convincerlo ad effettuare il benchè minimo tremolìo.
Ma al primo lieve innalzamento del tasso di umidità si verifica il miracolo, e l'aggeggio prende vita. Quando la prima nuvoletta sta per affacciarsi all'orizzonte, ecco che solleva timido la lancetta, e annuncia le perturbazioni cominciando a danzare freneticamente tra i numeri.
Ultimamente, vista la perturbazione perenne che si è fermata qui sopra, ha avuto parecchio da fare.
Peccato che abbia degli evidenti limiti territoriali, perchè se solo riuscissimo a collegarlo a qualche dispositivo, tipo un satellite ad esempio, allargando così il suo raggio di azione, potremmo diventare ricchi.
W GLI SPOSI!!!
A volte mi chiedo perchè non esista un dispositivo che permetta di bloccare i pensieri, impedendo alla mente di vagare qua e la. Perchè potrebbe essere utile, in certi casi. E così non mi capiterebbe di ritrovarmi in una Chiesa, dove si sta celebrando il matrimonio di un amico specialissimamente speciale, e di rendermi conto che i miei pensieri stanno andando a folle velocità, in posti e tempi lontanissimi.
Succede così che, mentre cerco un confortevole calore nella morbidissima sciarpa rosa che la mitica Zia Maria mi ha provvidenzialmente prestato, e che mitiga almeno un po' i pennotti da freddo che il mio estivissimo vestitino sta facendo affiorare sulla mia pelle , mi ritrovo a pensare a come il tempo che passa comporti spesso anche una sorprendente mutazione dei ruoli della vita.
Già, perchè ti rendi conto che quello lì che si sposa è quello che ti ricordi bambino, il fratellino più piccolo dell'amichetta speciale delle vacanze, i bimbi che arrivavano ad ogni estate, e con cui passavi ore magiche di giochi avventurosi in un giardino che cambiava identità e dimensione agli ordini della nostra fantasia bambina.
Quello lì è il bambino un pò monello, che piaceva tanto alla mia mamma, e che, chissà come mai ti viene in mente proprio adesso, lei chiamava “piccolo grande uomo”, ed è importante, anche se lui non può ricordarselo perchè era troppo piccolino....
E' lo stesso bambino che, forse, qualche volta è stato un po' tiranneggiato da noi due gallinelle più grandi, perchè dall'alto dei nostri tre o quattro anni in più, ci sentivamo forti e terribilmente adulte.
E poi la vita ha fatto il suo corso.
Per tanti anni non ci si è più rivisti né sentiti, solo notizie riportate o incontri fugacissimi, non per screzi o brutture, ma solo perchè correvamo in direzioni e luoghi differenti...
Anni, anni e ancora anni.
E poi all'improvviso, un giorno, ritrovi l'amica...e non siete più bambine: siete entrambe cresciute, e entrambe sapete che c'è la possibilità che in tutto questo tempo possiate essere diventate persone ormai diverse e incompatibili, perchè da tanti anni non sapete più cosa può piacere all'una o all'altra, quali compagni vi siete scelte per la vita, quali progetti avete realizzato e quanti ne dovete ancora realizzare: ma è bello correre il rischio di provare a rivedersi, di conoscere quelle persone “adulte” che hanno preso il posto dei bambini con cui scendevi a scivoloni da una scala, balzellando sul sedere....
Ed è un regalo immenso ritrovarsi ancora tutti insieme: riscoprire una mamma raffinata, dolce e paziente che conosceva la tua,e che può regalarti tanti ricordi e tanto affetto, ritrovare quel monello ormai cresciuto, uomo, ma che ha sempre tanta voglia di giocare e di fare il gioppino, scoprire che i compagni di vita che si sono scelti non fanno altro che arricchire una famiglia già di per se splendida...
Ed è bello condividere tante cose, e all'improvviso scopri che gli anni passati si annullano, e ritrovi ancora il piacere di stare insieme....
Già, perchè proprio come diceva una canzone, è "questione di feeling" e lei in un momento ridiventa l'amica davvero speciale, la prima a cui confidi di aspettare la tua seconda figlia, quella a cui affidi la figlia maggiore mentre vai a partorire, quella che diventerà la madrina della neonata, mentre tu sarai la sua testimone di nozze.
E la sua mamma sarà la prima persona, a parte tuo marito, a cui metterai in braccio tua figlia togliendola dalla cullina trasparente dell'ospedale.
E lui, il monellino, adesso è lì davanti ad un altare, a promettere amore eterno ad una donna, e facendoti un regalo ha voluto che fosse proprio tua figlia a portargli le fedi....
E pensi a tante, tante cose, a una persona speciale che adesso non c'è più, e che se adesso ci penso io chissà come ci pensa lui, anzi, loro......
Che sarebbe stato proprio bello oggi avere qui quell'omone con i baffi che, ne sono sicura, mi avrebbe voluto ancora bene così come me ne vogliono tutti loro, che forse avrebbe un po' intimorito le mie bimbe con il suo vocione, ma poi loro lo avrebbero guardato di sotto in su e si sarebbero conquistati a vicenda...... perchè da bambina mi sembrava proprio grande grande quell'uomo, che nei miei ricordi piccini ha assunto un ruolo quasi mistico quando in un pomeriggio lontano lontano mi ha comperato ben due gelati, uno dopo l'altro, roba che adesso per sbalordirmi allo stesso modo ci vorrebbe almeno............non lo so che cosa ci vorrebbe, perchè i diamanti non mi interessano e nessuno stupore può superare quello che hai provato da bambina.
Ma è ora di tornare al presente e forse non è passato poi così tanto tempo da quando la mia mente ha cominciato a volare via, perchè adesso gli sposi sono li che si tengono la mano davanti al prete, e si stanno facendo una promessa proprio importante.
E in un momento è ora di uscire, di cominciare a festeggiare e di augurare a queste persone un sacco di cose speciali: siano per loro tutte le cose belle che desiderano e anche quelle che ancora non sanno di volere, tanti giorni felici, tanta forza per affrontare anche quelli un po' meno sereni che, inevitabilmente, dovranno superare. E la speranza di essere sempre lì vicino, per ridere o consolare, per sostenere o per essere sostenuta.
Ma adesso basta, è tempo di concludere, che sennò mi viene il magone, perchè non son più la donna forte di una volta, visto che riesco a commuovermi anche guardando i cartoni animati... Figuriamoci a un matrimonio così importante!!
E allora, anche se è banale....W GLI SPOSI!!!!!
LA BANCA DEL TEMPO
Tempo, tempo, tempo sempre più scarso, tempo sempre più frenetico....
Nessuno conosce l'indirizzo della Banca del Tempo? Dove uno va lì, e a condizioni più o meno vamtaggiose ti danno un pò di tempo. Te ne prestano un po', di quello che viene depositato da chi ne ha così tanto che riesce persino ad annoiarsi.....
E magari ti assegnano anche un Bancomat speciale, piccolino e per le emergenze, che ti consente di prelevare un quarto d'ora, quando proprio non ne puoi più....
Che il mio estratto conto del tempo ultimamente è sempre in rosso sparato.....
Che accetterei volentieri un mutuo del tempo, da restituire poi in comode rate da cinque minuti ogni tanto,,,,,,
Che nelle condizioni in cui sono, accetterei volentieri anche il Magico Giratempo di Harry Potter, e magari pure la sua bacchetta magica, che proprio in questo periodo non si vede l'uscita del tunnel....
E si va di corsa, di corsa, di corsa.....
PRIMO AMORE?
Ore 17,00. Dopo un’insolito, raro pomeriggio di bagordi oltreconfine io e le bimbe decidiamo di terminare la giornata con un’ultima botta di vita mondana: sosta al distributore automatico del latte. Comincia a piovigginare, così impongo alle creature di restare in macchina e parcheggio nello spiazzo antistante il baracchino sormontato da una gigantografia di mucca. Vicino a me c’è una moto grande. Ma proprio grande grande, lucida potente e scintillante. Sotto alla pensilina sta armeggiando con monete e bottiglie il proprietario del motociclo, facilmente identificabile a causa dell’abbigliamento molto tecnico: enorme tuta, stivaloni, casco. Ed è grande quest’uomo: proprio alto alto, grosse spalle, braccia possenti…..Mi avvicino paziente al girello e nell’attesa faccio scorrere la giostrina che mi permette di estrarre il buonissimo beverone alla fragola che mi ha ormai conquistata. Mentre son li che dondolo la mia bottiglia, il ragazzone, che visto da vicino è ancor più alto e atletico, termina la sua operazione di prelievo, si volta verso di me e mi rivolge un cortese cenno di saluto: noto così che porta uno di quei caschi che permettono di sollevare tutta la parte anteriore, lasciando scoperto un viso che si può definire indubbiamente bello, con due occhioni azzurri notevolissimi: è questione di un istante, rispondo al saluto, un sorriso e se ne va, infilandosi la bottiglia di latte nella giaccona. Vedo che si avvicina alla sua moto e scruta nell’interno della mia macchina dove le piccole si stanno esibendo in una rumorosa esecuzione canora. “Siamo andati alla caccia del Leon!” viene sparato a squarciagola, con una mimica davvero notevole, considerati i lacci e laccioli dei vari seggiolini. Il centauro si ferma un attimo ad osservare divertito, sorride tenero, abbassa la visiera del casco, sale sul rombante mezzo e se ne va.
La schiumetta ormai lambisce il bordo della mia bottiglia, metto il tappo e mi dirigo a mia volta verso la macchina. La canzone è cessata, e dall’interno provengono chiari segnali di lotta.
Livia, la piccolina, mi accoglie urlando come una sirena : “
“Ma io non ho detto niente, e poi mi sembrava bello!” interviene sbalordita la figlia grande
“Appunto” dico io.
“Era bellissimo” ribadisce Livia.
Placo istantaneamente la lotta, pensando che tutto sommato son delle buongustaie quelle due lì dietro.
Ore 18,00: sguazzano nel bagnetto giocando. Dopo pochi istanti altri ululati. E’ sempre Livia “Ma quel signore era bellissimo!!!” “Ma io non ho detto niente! A me sembrava bello!” geme la povera Emma.
Ore 20,00: l’imbianchino fa una fugace apparizione per sbranare la cena prima di recarsi alla riunione dei cacciatori (li possino….): le bimbe in pigiama scendono dalle scale per un entusiastico saluto. In tre secondi netti cercano di fare il resoconto di tutte le avventure della giornata ad un papà frastornato, con la mente già ottenebrata da visioni di conturbanti setole.
Su tutto emerge l’urlo di Livia “…….e poi
La povera Emma non si discolpa nemmeno più. Si limita a guardarmi sbalordita.
Ora imprecisata, ma sicuramente nel cuore della notte. Dalla mansarda dove le bimbe dormono giunge prima un urlo che mi gela il sangue, togliendomi qualsiasi possibilità di sonno per le ore successive, e poi un gnaulìo nemmeno troppo sommesso, chiaro indizio di pieno delirio onirico: “MMrr…RRumnnf! Eeee eee eee ……….eera bellissimo quel signore lì!” “ UUUaa! Rraao!! Mmmnnf! ma io non ho detto niente!! Anche per me era bello!”
Adesso, io non so e non saprò mai chi era quell’uomo, da dove veniva o dove stava andando, ma potrà senz’altro essere orgoglioso di sapere che con un solo sguardo è riuscito a togliere il sonno a tre donne!
CARAMPANE AL MARE
Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Le porte dell’elegante pullman si sono chiuse alle spalle di un allegro gruppo di over (in alcuni casi very very over..) 65 enni, con una nettissima predominanza delle rappresentanti del gentil sesso, e ancora una volta è cominciata l’avventura del soggiorno climatico organizzato dal Comunello.
Una distesa di permanenti azzurrate sta calando verso le spiagge liguri, come novelle Valchirie bramose di sole e di relax. Alla sparuta rappresentanza maschile che ingombra il pullman converrà restare ritirata e silenziosa negli angoli più reconditi del mezzo, perché queste Nonne Abelarde delle prealpi lombarde subiscono in questo periodo una misteriosa mutazione genetica che le rende quanto mai aggressive e battagliere.
Ovviamente questo non riguarda tutto il gruppo: buona parte delle partecipanti mantiene anche in questa occasione mondana il buon carattere e la condiscendenza che mi fa amare e stimare in maniera devota tutti gli appartenenti alle generazioni che hanno preceduto la mia di qualche decennio, ma è strano rilevare come alcune di loro, al solo sentir nominare la parola “mare” si trasformino completamente.
Forse, ai “non addetti ai lavori” sembrerà facile intruppare una cinquantina di sette-ottuagenarie e recapitarle in un albergo, per poi ritirarle, abbronzate e soddisfatte, dopo quindici giorni….
Forse questo avveniva in tempi remoti, ma le canute bagnanti di oggidì son donne esigenti, e non si accontentano più di un’orzata sui dondoli di una pensioncina….
Le carampane DOC, poche per fortuna, ignorano totalmente il fatto che per la maggior parte dell’anno pasteggiano a minestrina e certosino, ma vengon prese da una smania di “grandeur” che le fa guardare con disprezzo l’impiegata che propone loro un albergo nel cui menù i gamberoni non compaiono almeno due volte al giorno…..
Vogliono che l’hotel sia a non più di
Gli alberghi dovrebbero essere dotati solo di Camere Vista Mare Con Balcone Per Stendere Gli Asciugamani, e pretenderebbero un uso esclusivo dell’ascensore perché “Quando lo usano gli altri fa rumore”…
Il povero albergatore, che nei lunghi mesi invernali di corrispondenza ha già capito che rogna gli è piovuta addosso, dovrebbe convincere i poveri camerieri a servire le colazioni già dalle ore 6,00 del mattino, perché la truppa affamata vuole uscire presto a passeggiare…...e molto abbondanti le porzioni, mi raccomando, che non è niente vero che gli anziani mangiano come uccellini; forse per i restanti mesi dell’anno… ma nei quindici giorni di vacanza si comportano come delle cavallette fameliche, e, buon per loro, ritrovano capacità digestive degne di un T-rex
Le poverine designate all’accompagnamento ed al ritiro delle festanti vacanziere riportano poi storie orribili: tafferugli per salire sul pullman ed occupare i posti migliori, sfacchinamento di tonnellate di bagagli per garantire alle mondane partecipanti la disponibilità di un guardaroba illimitato, risse e proteste per l’assegnazione della camera, viaggi in compagnia di mefitiche esalazioni di cetrioli sottaceto sgranocchiati a più non posso per vincere il mal d’auto, presunti decessi durante il tragitto che si rivelano poi, fortunatamente, solo pesanti sonnolenze dovute ad ingestioni di dosi massicce di pillole antinausea, ore passate a tentare di reintruppare la festante comitiva che si perde nei meandri degli Autogrill…
E questo solo all’andata…al ritorno poi,il tutto è peggiorato dal considerevole aumento dei bagagli: ho avuto modo di dialogare telefonicamente con autisti smoccolanti che si rifiutavano di caricare l’ennesima cassetta di piantine di profumato basilico genovese, sotto la minaccia di inferocite virago dai grembiuli fiorati, minaccianti ritorsioni in caso di schiacciamento dei preziosi vegetali….
Poi per fortuna tra le lamentele dei perenni insoddisfatti, che ti accusano anche delle eventuali avverse condizioni meteorologiche, tutto finisce….
Ma non è tutto così negativo: prima o poi arriva anche il giorno buono, quello con la classica dolce vecchietta che ti risolleva il morale presentandosi entusiasta allo sportello, ringraziandoti per il lavoro organizzativo svolto, decantando le meraviglie del soggiorno e raccomandandoti di fare lo stesso anche per l’anno prossimo, che sarà senz’altro la prima a prenotarsi, e di non badare a chi si è lamentato, perché è stato davvero tutto bellissimo….
E ti senti felice e soddisfatta, in pace con il mondo, mentre la donnina si allontana lieta.
Ma la serenità, si sa, è effimera e passeggera, perché non dimentica mai, la canuta creatura, di voltarsi all’ultimo istante, raggiante, per guardarti negli occhi e proferire le magiche parole ”Ah, il posto sul pullman, mi raccomando, appena dietro all’autista, ma un po’ sulla destra, così vedo bene la strada…….”
E si ricomincia.
DI PECORE E D'ALTRI ANIMALI.
Sfogliando i libri delle mie bambine, e guardando (anche senza di loro, lo confesso) svariati cartoni animati non posso fare a meno di rendermi conto di come venga spesso distorta l'immagine degli animali, in particolar modo di quelli “da fattoria”.
Le mucche, ad esempio, son dipinte come placidi e mansueti ruminanti, ed in parte è vero...mai però si fa cenno alle colossali deiezioni che il cornuto animale riesce a produrre, e di quanto possa essere pericoloso per un automobilista di passaggio se il tutto avviene su una strada asfaltata allagata dalla pioggia....
Le galline quasi sempre sorridono da dorati nidi di paglia, liete di regalare con una strizzatina di occhi uova (quasi sempre candide, chissà perchè..) a profusione....in realtà, producendo versi orrendi, vanno qua e là per i pollai, posando le zampacce adunche su terreni tutt'altro che immacolati, guardando torvo chiunque si avvicini e son sempre pronte a sferrare colpi di becco micidiali sulle grassocce ditine infantili che osano aggrapparsi curiose alle reti di recinzione....
I conigli, nel complesso, si salvano abbastanza...son morbidi e timidi, con buffi nasini vibranti e sostanzialmente hanno un buon carattere: peccato solo che le carote fresche con cui vengono sempre ingannevolmente riprodotti sono in grado di scatenare nel tremebondo animale problemi gastrici di portata storica, dall'esito spesso infausto..
Ma l'animale su cui si mente di più, secondo me, è la pecora.....
Nei prati vicino alla mia casa stazionano spesso greggerelli di una decina di individui, e nel corso degli anni ho avuto modo di studiare gli animali in questione:
Innanzitutto son tutt'altro che miti, in particolar modo i “pecori” maschi son bastardi come pochi (ma sarà un caso?) e piuttosto propensi a caricare a testa bassa chiunque non incontri le loro simpatie;
Nei cartoni animati si vedono spesso bimbette vestite come bomboniere che reggono tra le braccia candidi agnellini affettuosi: nella realtà la bimbetta in questione si vedrebbe costretta ad abbandonare qualunque relazione sociale, a causa del profumo non esattamente delizioso che l'animaletto potrebbe lasciare sui preziosi vestitini, insieme ad un sacco di altre cose...
Le pecore, per inciso NON sono quasi mai candide ed hanno la pessima abitudine di tentare di uscire dalle loro recinzioni, fregandosene altamente del fatto che la loro repentina fuga comporti l'invasione di una strada frequentata, seppur non intensamente, da automobili, e causando all'incauto e sorpreso autista un esponenziale incremento del rischio di infarto coronarico.
Son poi degli animali tutt'altro che discreti, almeno quelle che abitano vicino a me, e a qualunque ora del giorno o della notte annunciano rumorosamente a tutto il paese l'arrivo di chiunque malauguratamente e inconsapevolmente porti con se un qualunque sacchetto di colore chiaro. Il padrone delle pelose creature, probabilmente, integra l'erbacea dieta delle pecorelle traendo succulenti bocconi di qualcosa (probabilmente pane secco) da sacchetti chiari, e ogniqualvolta vedono un bipede con una borsina che ricorda loro il cibo, scendono la collinetta a precipizio, belando come dannate e attirando l'attenzione di tutto il circondario.....Ora, io mi ci sono abituata, e per le bambine è un discreto spasso, ma ho visto ignari amici cittadini terrorizzati da questo comportamento risalire lesti nelle automobili....
E i belati...dove li mettiamo i belati? Nell'immaginario collettivo la pecorella emette un tremulo BEEEE che sfuma dolce nell'aria.......
Tremulo belato un piffero: le lanose erbivore sono in grado di emettere versacci di poco inferiori al barrito di un elefante, con un tono più profondo però, che a volte può ricordare un trombone suonato da un pazzo......
Ecco, la vita qui a contatto con la natura è davvero meravigliosa, ma siamo realisti per favore.....
In tutta la mia vita ho incontrato solo una pecora veramente simpatica, e per sfatare un'altro mito negativo si tratta di una pecorella tutta nera, che tanto avrebbe da insegnare alle sue giallicce consorelle: abita in una fattoria qui vicino dove a volte andiamo a comperare il formaggio e accoglie i visitatori con entusiastici belati, di tono abbastanza sommesso, però. In realtà si tratta di un “pecoro” che forse con poca fantasia i padroni hanno chiamato appunto “Nero”. Lo distingue dalla sua specie una taglia ridotta e un comportamento totalmente anomalo che lo rende più simile ad un cagnolino: zampetta allegro incontro agli acquirenti, pretende coccole e carezze e segue passo passo chi gli dimostra un po' di affetto. Stranamente si tratta di una pecora totalmente inodore, dal ricciutissimo pelo sempre lindo e pettinatissimo, sospetto persino che venga trattato con qualche prodotto ammorbidente.......
Comunque le bambine ne sono innamorate, e il consumo di formaggio in casa nostra rischia di subire brusche impennate......
Se i ridanciani padroni volevano trovare un mezzo per attirare irresistibilmente i clienti, hanno fatto la scelta giusta!
E.R.
Lavorare in un Ente piccolino, che vanta tra gli Amministratori medici e infermieri, presenta notevoli vantaggi, specie se si tratta di persone gentili e disponibili. Un acciacco repentino può essere prontamente curato e un malanno in arrivo viene subito diagnosticato. Approfittando un po' della situazione, della confidenza e della cortesia, in questi anni ho esibito radiografie e risultati di esami sanguigni per ottenere responsi, ho ricevuto pareri, consigli, prescrizioni e spiegazioni.
Ormai si è instaurata una certa informalità, e non è raro che faccende mediche si alternino a questioni d'ufficio, senza peraltro minimamente compromettere il normale andazzo della giornata lavorativa.
Quindi, secondo voi, se un utente entrando in ufficio sorprende un amministratore (per inciso il più importante.....) intento a trafiggere con una siringa il braccino di una dipendente (una a caso, eh!) per praticare il vaccino antitetanico, può rimanere turbato?
Pare che, per dare un tocco ancora più surreale alla scena, la dipendente in questione stesse contemporaneamente utilizzando l'altro braccio per rispondere al telefono, ma sicuramente son voci incontrollate.....
QUESTA VOLTA TOCCA A LEI!!!
Oggi Splinder mi ha escluso per tutto il giorno dalla Comunità dei Bloggers, e temevo proprio di non farcela.
Verso sera, però, c'è stato un benefico ravvedimento, e così adesso posso pensare a lei. Siamo alla vigilia di un giorno importante.
Il 15 maggio di quattro anni fa, infatti, ci è piovuto addosso questo fagottino qui sotto:

con il tempo, quell'esserino perennemente sveglio e ciacolante, si è trasformato in una perfetta gioppina, pronta a divertirsi in ogni occasione: insegue i suoi sogni sul fido destriero..

senza però dimenticare mai l'importanza dell'essere donna, un po' frivola e un po' diva...

e cogliendo sempre al volo ogni occasione per giocare e diventare un personaggio nuovo:

Con lei abbiamo perso il sonno, e spesso la ragione.
Con lei abbiamo imparato che anche l'oggetto più innocente può diventare un'arma micidiale, che ogni occasione è buona per scatenere un tafferuglio, che l'orologio è un oggetto inutile e bugiardo.
Con lei siamo diventati una famiglia ancora più felice.
perciò adesso fate i bravi, e cantate tutti insieme:
TANTI AUGURI A TEEEE! TANTI AUGURI A TEEEE! TANTI AUGURI A LIVIAAAAA (MARIAAAA) ! TANTI AUGURI A TEEEEEEEE!
CLAP! CLAP! CLAP!!!
OGNI TANTO CI VUOLE!
Oggi il cardiologo ha convocato la Zia Maria nel suo studio. L'ottantatreenne cuore necessita di tagliandi periodici, e così ho preso mezza giornata di ferie per accompagnarla. Il tragitto è stato allietato dall'allegro pit pit dell'holter che lei portava addosso, che ogni tanto ci ricordava la sua presenza facendo partire il rilevatore della pressione.
La visita, per fortuna, ha avuto un buon esito: qualche raccomandazione, la conferma della terapia e, finalmente rassicurate e senz'altro più allegre, siamo uscite nel sole. Erano da poco passate le 13,00.
A questo punto ci siam trovate davanti ad un bivio. Potevamo sfruttare l'ora prestiva per ritornare freneticamente alle nostre attività. Io avrei potuto riaccompagnarla a casa e rifiondarmi al lavoro, trasformando la giornata di ferie nel semplice recupero di un paio d'ore. Lei avrebbe potuto tornare alle sue mille faccenduole, e reindossare i panni di babysitter tuttofare che veste nella sua casa.
Ma il sole era proprio caldino. L'aria profumata. Il lago, a pochi metri, abbagliava con i suoi riflessi.
E' stata questione di un attimo. Lei mi ha guardato, io l'ho guardata.
“Sai cosa facciamo?” ha esordito guardandomi con quegli occhi profondi, che hanno visto tante cose più di me “Che vadano tutti al diavolo oggi! Gira la macchina e portami in quel Ristorante lì! “
Come due turiste abbiamo occupato un tavolino sotto un pergolato a pochi metri dal lago.
Con calma e meticolosità abbiamo scelto del pesce grigliato. Abbiamo assaporato il tutto con lentezza, discutendo allegramente di tutto quello che ci passava per la mente. Abbiamo pigramente atteso che ci venisse voglia di alzarci e riprendere la via di casa. E abbiamo poi voluto strafare: ci siamo concesse anche una gita oltreconfine per fare benzina, scoprendo nello spaccio del distributore le solite delizie, e persino una nuova crema spalmabile di Crunchy-Ovomaltina, subito acquistata, perchè fare nuove esperienze è sempre positivo e doveroso. Abbiamo pianificato per il futuro giretti e nuove fughe. Mi è spiaciuto più del solito lasciarla a casa. Oggi so che per entrambe è stato un po' più difficile riprendere i consueti ruoli indaffarati.
Oggi, tutte e due, avremmo voluto dell'altro tempo a disposizione.
Ma eravamo entrambe contentissime.
Forse a qualcuno sembreranno solo banalità, ma io so che oggi ho aggiunto un'altra perla preziosa alla mia collana dei ricordi.